Possiamo sapere chi siamo e da dove veniamo! – Zecharia Sitchin

Zecharia Sitchin e i suoi studi polverizzano il velo di silenzio sul passato dell’umanità

Oggi vorrei introdurvi ad una realtà veramente insolita – se osservata con l’ottica dell’uomo comune – ma a mio avviso degna della massima attenzione da parte dalla compagine degli attenti e onesti ricercatori. Si tratta del lavoro di Zecharia Sitchin, notoriamente il massimo e indiscusso esperto mondiale della storia e del linguaggio della civiltà sumera. Dall’attenta lettura dei suoi lavori, superata l’iniziale incredulità, emerge un quadro delle nostre origini veramente affascinante che presenta struttura, organicità e vastità tali da creare nella mente del lettore un felice sgomento. Stiamo parlando di un’ipotesi che getta nuova luce sui misteri del passato remoto e li presenta dipingendo una quadro nitidissimo. L’analisi delle divinità venerate durante la storia dalle diverse culture del passato delinea un unico filo conduttore che a mio avviso combacia perfettamente con quanto risulta dal lavoro di Sitchin.

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L’universo in un fiore

Eredità di un giorno tranquillo

Sono bastate quattordici ore di sonno per catapultarmi, al risveglio, in una meravigliosa realtà contigua: quella che potremmo vivere ogni giorno se solo ci concedessimo una briciola di ciò che ci spetta.

La stufa del bagno era sempre lei, e lo stesso il sapore dello spazzolino immerso nella soluzione di acqua e amuchina. La casa, come ogni mattina, mi ha accolto illuminando di serenità i primi sguardi del giorno.

E’ stato dopo la doccia; ho notato che la totale assenza di pensieri e il profondo senso di tranquillità, esclusivi dei primi minuti dopo il risveglio, dilagavano.

Ovunque, nella mia mente, regnava il silenzio delle giornate di neve boschive.

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Comunicare bene per vivere al meglio

Nell’immensa Babele della nostra società è ancora possibile farlo

Qualsiasi forma di comunicazione ha bisogno, per essere efficiente, di almeno due elementi: l’utilizzo di un protocollo comune (per esempio: dare lo stesso significato alle parole) e l’assenza di disturbi (esempio: il rumore presente intorno a noi).

Sembrano cose scontate ma non lo sono, tant’è che la maggior parte dei nostri tentativi d’interagire con il prossimo incontra una serie di difficoltà che molto spesso generano delusioni, ferite e, di conseguenza, la riluttanza a tentare ancora.

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Una torta per consolarsi

Cosa pensano gli scienziati del cibo-rifugio? Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi

Leggo su una rivista che mangiare zuccheri e carboidrati innalza nel cervello il livello di serotonina, un ormone che svolge innumerevoli funzioni fra le quali quella antidepressiva.

Secondo la biochimica, quindi, mangiare un dolce produce inevitabilmente una sensazione di benessere.

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Ti metto la mano in mezzo alle cosce. E’ solo per vedere se ci stai

La nuova era delle avances.

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Anche se i tempi in cui eri costretto a fare i salti mortali per uscire con una ragazza, ahimé, sono finiti, capita a volte che anche il solo sorridere venga interpretato nel peggiore dei modi.

Va be’, il mondo è pieno di psicopatici che scorazzano liberamente per le strade di casa nostra… ma che ne è della galante spontaneità del sorriso? Che ne è della capacità di leggere l’animo delle persone dallo sguardo e dal modo di fare? Non mi dite che è una chimera, perché se solo si è disposti a fidarsi di se stessi e ad aggiustare il tiro, questa facoltà può essere un’ottima assistente nel lungo e difficoltoso viaggio della vita.

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