Marachelle e disastri

Il 2012 e gli asini che volano

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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In un’epoca nella quale la fine del mondo è entrata, insieme alle quattro “C” (caccia, calcio, cronaca, cosmesi) e all’inossidabile figa, nella top–ten degli argomenti più discussi da popoli e, soprattutto, popolini, a mio avviso il genere umano sta rischiando veramente grosso.

In un tempo non lontano, certo, si discuteva anche di queste cose; tuttavia – da sempre – esiste la volontà dei governi di renderci stupidi per meglio controllarci, e la ricerca del profitto a tutti i costi è congenita al nostro sistema di vita. Era davvero inevitabile che il meme (termine coniato da Richard Dawkins, traducibile con “virus della mente”) della fine del mondo prendesse vita giocando sul gusto del macabro e sull’autolesionismo – così diffusi in una società mentalmente sconclusionata sin dalla notte dei tempi – e producendo uno dei pochi beni di consumo vendibili in questo periodo di crisi economica: la fine del mondo, appunto.

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Ti metto la mano in mezzo alle cosce. E’ solo per vedere se ci stai

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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La nuova era delle avances.

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Anche se i tempi in cui eri costretto a fare i salti mortali per uscire con una ragazza, ahimé, sono finiti, capita a volte che anche il solo sorridere venga interpretato nel peggiore dei modi.

Va be’, il mondo è pieno di psicopatici che scorazzano liberamente per le strade di casa nostra… ma che ne è della galante spontaneità del sorriso? Che ne è della capacità di leggere l’animo delle persone dallo sguardo e dal modo di fare? Non mi dite che è una chimera, perché se solo si è disposti a fidarsi di se stessi e ad aggiustare il tiro, questa facoltà può essere un’ottima assistente nel lungo e difficoltoso viaggio della vita.

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In ginocchio fino a diciott’anni

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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Qualche riflessione (da non prendere assolutamente in considerazione) sulla riforma della scuola

Anno di pubblicazione: 2002 – © di Balbi

Il nuovo rivoluzionario progetto di legge prevede un prolungamento di 4-5 anni della scuola dell’obbligo. Un passo avanti? A me sembra, piuttosto, un’ulteriore pietra miliare sulla via del pieno controllo delle masse.

La nostra esistenza è disseminata di più obblighi di quanti crediamo, la maggior parte dei quali, a pensarci bene, non sembrano nati tanto per utilità sociale, quanto per sostenere l’eterno giochetto del turare le falle del nostro sistema-colabrodo qua e là. Se poi ogni tanto qualche furbino ci guadagna qualcosa alle spalle dei molti ignari… chi se ne frega? Il guaio comincia quando l’eccezione diventa vizio e il vizio si trasforma in regola. Allora son dolori, conviene che i molti ignari comincino a curare di più i propri interessi.

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Maltempo. Perché?

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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E’ “solo” un’ipotesi, pensateci su.

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Era prevedibile, solo un popolo di sprovveduti poteva ignorare le conseguenze di uno stile di vita balordo come il nostro.

Prevedibile… che cosa?

Che la natura non sarebbe stata a guardare i nostri scempi, che avrebbe tirato dritto seguendo i propri meccanismi.

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Sette anni in macchina

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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Dov’è il progresso?

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Un italiano trascorre nel corso della propria vita quasi sette anni in auto e due alla ricerca di un parcheggio.

E’ il progresso.

Qualcuno direbbe che la causa è la sovrappopolazione, e che in fondo di qualche morte bisogna morire… a che servono, allora, tutte le ricerche mirate a farci vivere di più?

Secondo me il problema non è questo. Se esiste una causa del malessere della società che ci ospita (a dirla così sembra quasi che lo faccia con il rispetto e le attenzioni dovute alle persone di riguardo, ma tutti sappiamo che non è così), essa va ricercata non tanto sulla quantità degli umani che vivono sulla terra, quanto sugli squilibri che l’idiozia dei potenti (e, perché no, anche quella di quanti la permettono) genera per sostenere l’unica fonte di soddisfazione delle persone depresse: il potere.

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