Sbadigliando

Cosa nasconde uno dei "simboli" della nostra epoca?

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

E' più di una boccata d'aria, è più di una manifestazione di noia da utilizzare di proposito o inconsapevolmente.

Per capire cosa determina lo sbadiglio occorre indagare la fisiologia umana con semplicità, andando oltre la classificazione "per sonno, per fame, per noia", che appaiono più come effetti accessori che come cause vere e proprie. Probabilmente mille ragioni si nascondono dietro questo semplice atto, ma facciamo un tentativo… cerchiamo di comprenderne qualcuna di testa nostra.

Chi sbadiglia, innanzi tutto, immette nei polmoni la massima quantità possibile d'aria. Questo fa sì che il sangue venga ossigenato in misura maggiore. Non è, questo, un fattore di scarsa importanza, visto che di ossigeno nell'aria ce n'è sempre di meno (vedi l'articolo sul maltempo), soprattutto negli ambienti chiusi.

Se nel nostro mondo si tengono ogni anno migliaia di corsi che insegnano a respirare, poi, una ragione dovrà pure esserci. L'uomo, sottoposto a un ritmo di vita ben diverso da quello ottimale e a leggi sociali e comportamentali che menomano fortemente la possibilità di fare il pieno d'aria, è in perenne deficit di ossigeno.

Quindi, cari maschietti, potrebbe essere una buona idea quella di smetterla di fare i fusti gonfiando il petto come tacchini. L'abitudine di respirare "con il torace" impegna solo la parte alta dei polmoni e accumula enormi quantità di tensioni nella muscolatura del collo e delle spalle. Avete mal di testa? Vi servono sette caffè per farvi riconoscere vostra moglie? Imparate a respirare, e il caffè lo berrete per il puro gusto di farlo dopo aver reso felice la vostra consorte!

Insomma, tornando allo sbadiglio, cosa ci sta a fare? Semplice, ci costringe a ristabilire – almeno in parte – il giusto tasso di ossigeno nel sangue.

Ma non finisce qui. E' ormai assodato che il nostro corpo sia percorso da migliaia di "fili". Intendete pure ciò che volete: possiamo parlare di apparato vascolare, di sistema linfatico, di canali energetici o quant'altro, l'effetto non cambia. Cosa accompagna lo sbadiglio come la camicia al fondoschiena? La stiracchiata, ecco cosa! La magica, piacevolissima stiracchiata. Fatta di nascosto (siete capaci di sbadigliare a bocca chiusa mentre guardate negli occhi il vostro interlocutore? Io sì, ma che p….!) o spudoratamente, è semplicemente magica.

A cosa serve, 'sta stiracchiata? Un massaggiatore giapponese sostiene che, iniziando la giornata seguendo questa sana abitudine, il corpo si risveglia e si predispone efficacemente all'attività diurna. In pratica sarebbe una sorta di sveglia generale diffusa attraverso i canali energetici che, in tal modo, vengono "resettati" e liberati dai lenti ritmi notturni.

In altre parole: se la mattina, dopo essere usciti dal letto, non diamo un bel colpettino… che avete capito? Non a nostra moglie, che tuttavia è la miglior medicina che ci sia! Stavo dicendo: se la mattina non diamo un bel colpo di spugna per mezzo di una semplice e gradevolissima stiracchiata, i programmi "notturni" continueranno a girare nei nostri circuiti e ci renderanno la vita maledetta fino a quando, stremati e con le lacrime agli occhi, ci chiuderemo nel bagno dell'ufficio per fare il grido di Tarzan, ma a mezza bocca.

Tarzan, in realtà, nella foresta faceva una vita della madonna, e il grido che l'ha reso famoso non era altro che uno sbadiglio colossale.

Proviamoci anche noi, non costa assolutamente nulla!

Quindi, quando vi verrà da sbadigliare davanti a una qualunque delle "piattole logorroiche" di questo mondo, fatelo pure a trentadue denti e – mi raccomando – cogliete l'occasione per darvi una bella "sgranchita"; poi dite che, semplicemente, stavate seguendo una tecnica per predisporvi nel migliore dei modi all'ascolto.

SbadigliandoCosa nasconde uno dei "simboli" della nostra epoca?

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

E' più di una boccata d'aria, è più di una manifestazione di noia da utilizzare di proposito o inconsapevolmente.

Per capire cosa determina lo sbadiglio occorre indagare la fisiologia umana con semplicità, andando oltre la classificazione "per sonno, per fame, per noia", che appaiono più come effetti accessori che come cause vere e proprie. Probabilmente mille ragioni si nascondono dietro questo semplice atto, ma facciamo un tentativo… cerchiamo di comprenderne qualcuna di testa nostra.

Chi sbadiglia, innanzi tutto, immette nei polmoni la massima quantità possibile d'aria. Questo fa sì che il sangue venga ossigenato in misura maggiore. Non è, questo, un fattore di scarsa importanza, visto che di ossigeno nell'aria ce n'è sempre di meno (vedi l'articolo sul maltempo), soprattutto negli ambienti chiusi.

Se nel nostro mondo si tengono ogni anno migliaia di corsi che insegnano a respirare, poi, una ragione dovrà pure esserci. L'uomo, sottoposto a un ritmo di vita ben diverso da quello ottimale e a leggi sociali e comportamentali che menomano fortemente la possibilità di fare il pieno d'aria, è in perenne deficit di ossigeno.

Quindi, cari maschietti, potrebbe essere una buona idea quella di smetterla di fare i fusti gonfiando il petto come tacchini. L'abitudine di respirare "con il torace" impegna solo la parte alta dei polmoni e accumula enormi quantità di tensioni nella muscolatura del collo e delle spalle. Avete mal di testa? Vi servono sette caffè per farvi riconoscere vostra moglie? Imparate a respirare, e il caffè lo berrete per il puro gusto di farlo dopo aver reso felice la vostra consorte!

Insomma, tornando allo sbadiglio, cosa ci sta a fare? Semplice, ci costringe a ristabilire – almeno in parte – il giusto tasso di ossigeno nel sangue.

Ma non finisce qui. E' ormai assodato che il nostro corpo sia percorso da migliaia di "fili". Intendete pure ciò che volete: possiamo parlare di apparato vascolare, di sistema linfatico, di canali energetici o quant'altro, l'effetto non cambia. Cosa accompagna lo sbadiglio come la camicia al fondoschiena? La stiracchiata, ecco cosa! La magica, piacevolissima stiracchiata. Fatta di nascosto (siete capaci di sbadigliare a bocca chiusa mentre guardate negli occhi il vostro interlocutore? Io sì, ma che p….!) o spudoratamente, è semplicemente magica.

A cosa serve, 'sta stiracchiata? Un massaggiatore giapponese sostiene che, iniziando la giornata seguendo questa sana abitudine, il corpo si risveglia e si predispone efficacemente all'attività diurna. In pratica sarebbe una sorta di sveglia generale diffusa attraverso i canali energetici che, in tal modo, vengono "resettati" e liberati dai lenti ritmi notturni.

In altre parole: se la mattina, dopo essere usciti dal letto, non diamo un bel colpettino… che avete capito? Non a nostra moglie, che tuttavia è la miglior medicina che ci sia! Stavo dicendo: se la mattina non diamo un bel colpo di spugna per mezzo di una semplice e gradevolissima stiracchiata, i programmi "notturni" continueranno a girare nei nostri circuiti e ci renderanno la vita maledetta fino a quando, stremati e con le lacrime agli occhi, ci chiuderemo nel bagno dell'ufficio per fare il grido di Tarzan, ma a mezza bocca.

Tarzan, in realtà, nella foresta faceva una vita della madonna, e il grido che l'ha reso famoso non era altro che uno sbadiglio colossale.

Proviamoci anche noi, non costa assolutamente nulla!

Quindi, quando vi verrà da sbadigliare davanti a una qualunque delle "piattole logorroiche" di questo mondo, fatelo pure a trentadue denti e – mi raccomando – cogliete l'occasione per darvi una bella "sgranchita"; poi dite che, semplicemente, stavate seguendo una tecnica per predisporvi nel migliore dei modi all'ascolto.

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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