Palio di Siena: fruttuoso anacronismo

Fra stupidità, valvole di sfogo e distruzione

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi
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Sono d’origine senese. Mio padre è della Civetta, mia madre della Tartuca. Loro non si sono mai presi a schiaffi nei giorni del Palio, come invece ho visto fare ad altri coniugi nati in contrade diverse. Non so… forse Civetta e Tartuca non sono rivali come Nicchio e Montone, gli idealismi di due miei amici (padre e figlio) che, nell’occasione del Palio del 2 luglio di qualche anno fa, ho visto piangere e gridare dalla rabbia, prendersi a spintoni e a calci nelle palle.

Siamo ancora molto amici, ma non come prima. Non posso farci niente: l’amicizia come la intendo io ha molto a che fare con la stima, e la stima non la si può costringere.

Di Palii ne ho visti parecchi, forzatamente, soprattutto da bambino. L’unica mia speranza della giornata era quella di vedere tutti i cavalli e tutti i fantini tagliare il traguardo illesi.

Nient’altro m’interessava; l’atmosfera che percepivo nell’aria sapeva di nevrosi, di stupidità, d’imbecillità.

Poi venne il giorno in cui, nell’adolescenza avanzata, vidi l’ennesima corsa. Ci fu una calca proprio davanti al palco che mi ospitava. Un fantino cadde, quattro cavalli gli passarono sopra.

L’uomo rimase a terra, incosciente. Sussultava come un robot in corto circuito. Sembrava agli ultimi respiri.

Rimase lì, a cinque metri da noi. Nessuno degli spettatori – ed erano parecchi – lo degnò di uno sguardo, nessuno si preoccupò. Era tutto un vociare su chi stava per vincere.

Quando il primo cavallo tagliò il traguardo due uomini lo portarono via. Nessuno sguardo si levò.

Quello fu il mio ultimo Palio. Non me ne vogliate se ne sarò sempre nemico.


Dal sito CO.VO.PRI.ECA.

IN MEMORIA, PER NON DIMENTICARE…

Vogliamo ricordare a Siena intera i cavalli morti in questi anni, sacrificati sull’altare dei soliti interessi economici e per la barbarie incontrastata dell’essere umano. Non c’è bisogno di sbizzarrirsi in ulteriori commenti come è stato fatto in questi giorni da più parti: tutto ciò si commenta da sé.

E tanto perché queste non sembrino solo opinioni, riportiamo l’elenco dei cavalli sacrificati per il Palio negli ultimi vent’anni. Non è questione di punti di vista ma, come già detto in precedenza, i fatti parlano da soli.

I morti nel Palio dal 1975

(chiediamo perdono se dovesse essercene sfuggito qualcuno dovuto a omertà)

  • 1975 – ORBETELLO viene abbattuto il giorno seguente al Palio del 2 luglio in seguito a molteplici fratture, lacerazioni ed emorragie.

  • 1976 – RIO MARIN viene abbattuto poco dopo la conclusione del Palio del 2 luglio in seguito alla frattura del metacarpo destro.

  • 1977 – TESEO I viene abbattuto nei giorni successivi al Palio del 16 agosto durante il quale aveva subito una frattura all’arto anteriore destro.

  • 1978 – BALLERA, infortunatasi all’arto anteriore sinistro durante la prima prova del 13 agosto, viene abbattuta prima ancora dei Palio del 16 agosto.

  • 1979 – ZURIGO muore per una grave emorragia circa venti minuti dopo la conclusione dei Palio del 4 luglio.

  • 1979 – ZIRBO viene abbattuto subito dopo il Palio di luglio a causa di una frattura all’anteriore destro.

  • 1979 – QUEBEL viene abbattuto subito dopo il Palio del 16 agosto durante il quale aveva riportato una lussazione all’anteriore sinistro.

  • 1979 – CASPERIA viene abbattuta in seguito a una frattura all’anteriore destro derivata da una caduta, durante la prima batteria della tratta.

  • 1979 – NIAGARA muore per insufficienza miocardica due giorni dopo il Palio del 16 agosto.

  • 1980 – VOLTURNO viene abbattuto subito dopo il Palio del 2 luglio in seguito alla frattura dell’arto anteriore destro.

  • 1980- ALESSIO DE OZIERI, infortunatosi il 29 giugno durante la prima batteria della tratta al tendine delle falangi e dei nodello, viene abbattuto il 22 luglio.

  • 1981 – BLACK MAGIC viene abbattuto nei giorni successivi al Palio del 16 agosto durante il quale si era infortunato all’anteriore destro.

  • 1981 – BANDIDA DE RIO-ROS, viene abbattuta nei giorni successivi al Palio del 16 agosto durante il quale si era gravemente infortunata.

  • 1982 – TESSERA, viene abbattuta nei giorni successivi al Palio del 2 luglio in seguito a una distorsione alla spalla destra.

  • 1982 – CINZANO III, infortunatosi all’arto anteriore sinistro durante le batterie della tratta del 13 agosto, viene abbattuto nei giorni successivi all’incidente.

  • 1982 – CLAUDIA IV viene abbattuta a causa della frattura del nodello anteriore sinistro, subita durante la prova generale dei 15 agosto.

  • 1983 – BAMBOLA DE PLOAGHE viene abbattuta nei primi giorni dell’agosto ’83, un mese dopo il Palio corso il 3 luglio dello stesso anno durante il quale aveva riportato la lussazione dell’arto anteriore destro.

  • 1983 – CASSIUS viene abbattuto il giorno stesso del Palio dei 16 agosto durante il quale aveva riportato la frattura della prima falange dell’anteriore sinistro.

  • 1983 – BRAMANTE III viene abbattuto l’indomani dei Palio del 16 agosto in seguito a frattura della prima falange dell’arto anteriore destro.

  • 1985 – BALENTE viene abbattuto il giorno stesso dei Palio del 16 agosto a causa di gravissime lesioni dei nodello posteriore sinistro e delle falangi.

  • 1986 -TREBBIANO, caduto durante la prima batteria di prova per la tratta, in seguito a emorragia interna per lacerazione del muscolo cardiaco muore pochi minuti dopo l’incidente.

  • 1986 – EMIRO BENNY, infortunatosi nella stalla della Contrada (frattura multipla della tibia sinistra) alla vigilia del Palio del 13 settembre viene abbattuto sul posto.

  • 1986 – BIZZARRO viene abbattuto nei giorni successivi al Palio del 13 settembre in seguito a un grave infortunio allo zoccolo anteriore sinistro.

  • 1987 – BRANDANO viene abbattuto subito dopo il Palio del 2 luglio durante il quale si era procurato una frattura all’anteriore destro.

  • 1988 – ITALICU viene abbattuto dopo il Palio dei 2 luglio in seguito alla frattura dell’arto anteriore destro.

  • 1990 – VIENNA GIRL viene abbattuta in seguito all’infortunio riportato durante la tratta dei 29 giugno.

  • 1990 – GAUCHO muore a causa di un urto violentissimo subito alla curva di San Martino durante il Palio dei 2 luglio.

  • 1990 – SORANO muore in seguito a uno scontro con un altro cavallo durante una prova clandestina del Palio tenuta nella notte dell’11 agosto.

  • 1991 – SIECOLO viene abbattuto in seguito alle gravi lesioni riportate durante il Palio del 3 luglio.

  • 1991 – VICTORIA PRINCIPAL viene abbattuta in seguito a un grave infortunio riportato durante il Palio del 3 luglio.

  • 1992 – EUGENIO muore in seguito a infortunio durante il Palio di luglio.

  • 1993 – WAY TO SKY e PINTURETTA muoiono a seguito di uno scontro di tre cavalli durante il Palio di luglio.

  • 1996 – MINOREDDA muore per cause non note durante il Palio del 2 luglio.

  • 1996 – SOLSTIZIO D’ESTATE si frattura le zampe anteriori e viene abbattuto sul campo durante il Palio di agosto.

  • 1997 – Dati non pervenuti

  • 1998 – LOBIS ANDREA (detto Penna Bianca) viene abbattuto sul campo nel Palio d’agosto;

  • 1998 – TUAREG muore dopo pochi giorni nella clinica veterinaria dove era stato ricoverato dopo l’incidente occorso durante il Palio d’agosto (nello stesso Palio subisce un incidente anche DARIANNA, che però sopravvive).

  • BRACCIO DI FERRO – gli viene praticata l’eutanasia nella clinica del Ceppo dopo il Palio del 2 luglio in seguito alla caduta che gli procurava la lesione alla prima falange dell’anteriore sinistro e a loro affermare, per sopravvenuti problemi settici e circolatori.

  • Notizie tratte dal libro di Rudi Tulini Barberi, il cavallo del Palio, edizioni Alsaba, Siena 1990

Al danno, poi, si unisce la beffa: il questore l’anno scorso, negando il permesso con ipotetiche scusanti alla richiesta della manifestazione che consisteva nel deporre lapide e il cuscino funebre da parte di 4 ragazze (anche se per il procuratore e per molti sono autopsie da fare sulle carcasse), si permette di fare il processo alle intenzioni dimenticando che nemmeno un tribunale, secondo codici e leggi che richiedono prove e fragranza di reato, può farlo.

Ma in effetti abbiamo capito a chi il questore ha fatto il processo alle intenzioni: agli stessi senesi ritenendoli incivili tanto da non accettare idee diverse, rispettando una manifestazione ideata civilmente e sobriamente nel rispetto di altri esseri viventi, morti solo per meschini interessi economici e non, poi, per tutto questo grande amore, ne per tradizione poichè essa implica di per se stessa civiltà e non barbarie. Gli stessi interessi che hanno convinto, nonostante le polemiche, Lignano ad annunciare il suo Palio. Non si comprende perchè tante tradizioni migliori e civili non vengono supportate e aiutate a sopravvivere: forse non fanno entrare niente in tasca a nessuno.

Infatti, come si affermava in un vecchio articolo, egli sembrava appunto che si sia preoccupato per gli stessi manifestanti in primo luogo. Questo non implica comunque che egli violi, inoltre, i diritti costituzionali di ogni cittadino italiano di diverso parere, dimostrando di non essere all’altezza di mantenere l’ordine pubblico, ben dimenticando o facendo finta di dimenticare che mai gli eco-animalisti hanno provocato disordini o commesso reati come dall’altra parte sono stati, invece, perpetrati restando impuniti, per non aver saputo offrire la dovuta protezione. Infatti se mai, nelle loro battaglie disinteressate, sono stati oggetto di ingiurie, spintoni e a volte anche peggio, senza che nessun ordine precostituito è mai intervenuto offrendo quella tutela che era loro diritto, né la maggior parte dei mass media hanno avuto il coraggio di parlarne. Anche in questo caso si è potuto ravvisare da parte loro considerazioni poco obiettive e assolutamente opinabili come la stessa decisione del questore, frutto di un condizionamento ambientale.

Fanno, invece, parlare i Vip presenti quale la Estrada: sicuramente degna rappresentante per un Palio essendo ella intrisa del sangue che cola per le strade della Spagna tra corride, feste barbare quali il toro puntaspilli, il toro accecato dalla pece, il toro massacrato e fatto impazzire per essere poi, ormai indifeso, in balia dei barbari in una cassa di metallo, l’asino bastonato, la capra buttata dal campanile… e chi più ne ha più ne metta. Il Palio le sarà sembrato un gioco da bambini, ammesso che questi ultimi siano importanti per lei.

Per concludere non si può subire siffatta sopraffazione, a prescindere l’oggetto per cui era stato richiesto lo svolgersi della manifestazione e, soprattutto, a prescindere dagli interessi che intacca, innanzi a un atto di civiltà, nella fattispecie se poi viene da chi, al di sopra e scevro da qualsiasi imparzialità, dovrebbe tutelare la libertà e il rispetto del cittadino. Non si dovrebbe fare dell’ironia, offendere ed esporre al pubblico ludibrio persone che, indefessamente, lavorano sulla propria pelle, con enormi sacrifici e senza meschini interessi economici in difesa della natura, sia essa animale che vegetale nell’interesse dello stesso essere umano che dimostra di meritare niente, neppure il diritto che presuntuosamente si è arrogato quale essere intelligente e raziocinante. Non a torto il grande M.K.GANDHI diceva che La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.

Per tutti questi sacrosanti motivi la manifestazione doveva svolgersi a Siena dove i sacrifici si sono compiuti per rendere doveroso omaggio e riscattare qualsiasi barbarie. E quest’anno la tragedia si è di nuovo verificata.

Wanda Guido

Lecce, giovedì 3 agosto 2000

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Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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