La regola del positivo

Un semplice trucco per ottenere risultati eccezionali

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi

Siamo di fronte a uno di quei casi nei quali un semplice espediente può comportare enormi differenze. Se poi queste differenze sono positive e riguardano potenzialmente ogni aspetto della nostra vita, è quanto meno opportuno drizzare le orecchie.

Ecco la “chicca”.

La nostra mente profonda basa il proprio funzionamento sulla costruzione di immagini, ed è incapace di comprendere concetti negativi.

In altre parole: tendiamo a riprodurre esteriormente l’immagine di noi stessi che abbiamo dentro e quest’immagine globale è composta da fotogrammi che, per la loro natura, non possono comprendere negazioni.

Se da una parte ciò convalida l’umano potere di esercitare sul mondo fisico un potere creativo molto più potente di quanto comunemente si creda, va da sé che questo potere occorre anche imparare a usarlo, specialmente se si vive in una società dai valori fortemente devianti come la nostra.

Mi piacerebbe convincerti in un attimo con il più famoso degli esempi in questo senso. Purtroppo l’elemento sorpresa è determinante per la sua buona riuscita, quindi mi limiterò a descriverti l'”esperimento” pregandoti di eseguirlo con qualche conoscente. Per semplicità, simulerò comunque che io sia tu e che tu sia l’altro.

“Chiudi gli occhi, svuota la mente. Adesso ti dirò una cosa (trascorre qualche secondo di silenzio)… Ecco la cosa che voglio dirti: io non voglio vedere le scimmie, io non voglio vedere le scimmie, io non voglio assolutamente vedere le scimmie.”

Attendi qualche secondo, chiedi al tuo amico di aprire gli occhi e chiedigli cos’ha visto. Se è una persona onesta e disponibile ti dirà d’aver immaginato da una a mille scimmie!

Questa è la dimostrazione di quanto anticipato: la nostra mente profonda, quella che veramente decide il nostro presente e il nostro futuro, funziona in un modo che esclude la negazione.

Quante volte, con una semplice frase come “Non urlare”, abbiamo ottenuto l’opposto di quanto richiesto? Il nostro interlocutore ha semplicemente recepito: “Urla!”

La prossima volta che ti capiterà di rivolgerti ad altri o a te stesso/a per lo stesso motivo, ricorda questa semplice regola e chiedi: “Per favore, parla a bassa voce”.

Anche se non credi che questa semplicissima regola crei con il tempo una differenza notevole nella tua vita, non c’è ragione per non giocarci un po’, facendo attenzione a come formuli i tuoi obiettivi e a come comunichi con i tuoi simili.

In poco tempo la tua vita diverrà molto più semplice.

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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