Instinct – Istinto primordiale

Un film, un emblema

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Balbi

Quanta rabbia inespressa cova nei meandri della nostra personalità? E quanta di questa rabbia nacque dalla presa di coscienza dell’altrui disprezzo per la vita?

Per lunghi periodi della nostra esistenza non sappiamo rispondere a queste domande, quella rabbia è chiusa in una cassaforte d’acciaio e di cemento armato, proprio come il nucleo radioattivo di una centrale atomica che continua, in silenzio e inosservato, a svolgere la propria funzione utile e nociva.

A volte, però, accade qualcosa: una microfrattura compare in uno dei muri poderosi che costringono nel limbo gli istinti più veri e profondi della nostra personalità… a sfondare un muro, allora, quella rabbia ci mette un attimo.

I produttori di “Instinct – Istinto primordiale” questo evidentemente lo sanno bene, hanno sfornato un film che, almeno su di me, ha sortito questo preciso effetto: fra lacrime e pugni stretti ho riconosciuto il me stesso più profondo. E’ stato sconvolgente, è stato anche piacevole.

Che Anthony Hopkins fosse un ottimo attore, oltre che un vero signore, questo lo sapevamo tutti. Ma quando capita di vederlo impegnato in una pellicola che intende esprimere un messaggio puro, scarno e nonostante questo poliedrico come lo è la Vita con la V maiuscola, una persona come me si rende conto che non tutti, su questo pianeta, raggiungono la fama e il successo a discapito del prossimo. Evidentemente – e per fortuna – l’amore per la vita e i valori più semplici e genuini esercitano un forte ascendente anche fra i grandi e i famosi. In fondo – non lo dimentichiamo – anche loro, come noi, sono semplici esseri umani.

Di fronte a fatti come questo non posso fare a meno di ricordare uno dei passaggi della “Profezia di Celestino”. Sebbene questo libro sia certamente discutibile su vari fronti, resta il fatto che l’ipotesi ivi contenuta, che descrive la possibilità che il genere umano vada formando due “masse critiche” – una positiva e in armonia con il flusso della vita, e una distruttiva – sembra avvalorarsi giorno dopo giorno. E gli spunti di riflessione che si possono attingere da questo libro non si esauriscono certo qui.

“Instinct” è un esempio magnifico di come l’uomo sia un universo nel quale coesistono la rabbia più distruttiva e un rispetto per la vita che supera anche l’istinto di auto-conservazione.

Chi ama ritrovare la parte più autentica di se stesso ha certamente trovato pane per i suoi denti. Certo, il film ha fruttato un sacco di soldi ed è sicuramente stato girato per raggiungere questo obiettivo, ma possiamo farne motivo di macchia?

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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