Espandersi per ritrovare se stessi

Un espediente semplice e gradevole per migliorare la qualità della propria vita

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Stanchi? Depressi? Insoddisfatti? Ansiosi?

Basta buttarsi sul letto per cinque minuti, a volte anche meno, e il gioco è fatto. Anche il bagno va bene, se si è in ufficio.

Stesi o seduti è meglio, soprattutto all’inizio, ma con un po’ d’allenamento è anche possibile rimanere in piedi.

Cosa fare? Semplice. Il nostro disagio di tutti i giorni ha quasi sempre origine dal senso di inferiorità e d’isolamento. Ci sentiamo piccoli e indifesi, abbandonati.

Questa semplice esperienza si rivelerà molto stimolante per chi sarà disposto a superare le proprie abitudini (le più pericolose delle quali sono le opinioni, soprattutto quelle su se stesso). Lo condurrà a notevoli risultati, mentre per chi non vuol prendersi la briga di comprendere meglio la propria vera natura, sarà un semplice, ma pur sempre efficace diversivo.

Okay, si parte. Ci vuole solo un po’ d’immaginazione… il senso di benessere che sorgerà farà il resto.

Stenditi, chiudi gli occhi, fa’ qualche respiro lungo e profondo. Nella dimensione nella quale stai entrando, esiste solo pace. Siine consapevole, come sii consapevole del fatto che questo viaggio sarà piacevole, condurrà a te solo cose buone e potrai interromperlo in qualsiasi momento lo desideri o si renda necessario.

Per aiutare il tuo rilassamento sussurra queste cose a te stesso/a per qualche attimo.

Il viaggio che farai non ha destinazione; rimarrai proprio dove sei, ma sarà la percezione di te stesso/a che muterà, facendoti volare.

Sto parlando di espanderti, non di spostarti.

Sei a occhi chiusi, quindi; se intorno a te c’è rumore, puoi utilizzarlo per rilassarti meglio: basta che lo sussurri a te stesso/a; le prime volte abbastanza a lungo, poi sempre di meno: “Ogni suono intorno a me si fa sempre più ovattato, fa in modo che mi rilassi.
Ecco… mi sto rilassando, sempre di più”.

Immagina una luce benigna che proviene dall’alto ed entra in te sciogliendo qualsiasi grumo di tensione e di stanchezza.
Godi di questa doccia di luce che lava le fibre del tuo corpo e della tua anima lasciandoti addosso un senso di pace sempre più profondo.
Sempre più profondo.

Noterai che questa luce dilaga in te e che poi, lentamente, comincia a irradiare dal tuo corpo, dal tuo spirito, fino a formare intorno a ciò che sei un uovo di luce fresca, solare, silenziosa, invincibile. E’ questo un vero e proprio scudo che ha la facoltà di difenderti da qualunque influenza. Mantienilo sempre forte; sicurezza e benessere aumenteranno vertiginosamente.

Adesso immagina che questo uovo di luce cominci ad espandersi. Non appena lo farai, comprenderai che quell’uovo di luce sei tu, scoprirai di poter superare i confini del tuo corpo e di poterti espandere a piacimento, proprio come quella luce che rappresenta semplicemente la tua sfera vitale.

La luce entra in te, alimenta lo stato di benessere che sta crescendo inesorabilmente, meravigliosamente. Presto scoprirai di percepire gli oggetti che ti stanno intorno, ma ne sentirai la presenza in modo diverso; non stai usando gli occhi, ma essi entrano a far parte della tua sfera d’influenza che cresce e tu li accogli, li comprendi; la loro essenza, dapprima incerta, si fa sempre più definita fino a colorarti l’anima di sensazioni nuove, stranamente silenziose, ma molto più vaste e definite del solito.

Espanditi ancora e ancora, sempre di più. Stai semplicemente allargando la sfera della tua coscienza. La tua anima si allarga, la tua consapevolezza comprende ormai l’edificio che ospita il tuo corpo… ne vedi il tetto, e da lì puoi osservare il panorama che lo circonda.

Espanditi ancora, vola in alto, osserva il quartiere sotto di te… Continua, godi la vista della città che vive ai tuoi piedi… E poi ancora su, allargati nella gioia di quest’abbraccio con il creato.

Sì, il creato è in te, il creato E’ TE. Espanditi ancora e ancora, guarda al cielo che sorride, godi del silenzio e della freschezza che ti regala. Sali ancora… osserva ai tuoi piedi l’Italia che fugge via, eppure il tuo centro è sempre là. Sentirai la Terra intera far parte del tuo corpo, poi la luna… continua a espanderti, come in un infinito sospiro allarga i tuoi orizzonti, accogli in te l’esistenza intera, figlia e madre. Il sistema solare? Ormai lo senti dentro di te, ne percepisci i fiumi d’energia, le silenziose armonie che ne regolano l’esistenza. Espanditi, espanditi, sempre di più, sempre più velocemente… La galassia è ormai parte di te e, in un attimo, tutte le galassie sono in te.

Come si sentirà, Dio? Non possiamo saperlo, ma sicuramente in questo stato gli sei molto più vicino, e tante cose che hai sempre giudicato impossibili ti appaiono più facili, quasi semplici.

La pace, ormai, regna in te come mai in precedenza. L’Amore, quello vero che ha un sapore molto più intenso di quello della condivisione e dell’empatia, ha lasciato, ormai, la sua firma in te. Ne sarai per sempre un figlio prediletto e accudito, e potrai appellarti a lui in qualsiasi momento.

La tua vita, da questo momento, sarà più facile.

Godi di questo stato, rimani, contempla tutto ciò, imprimi queste sensazioni nei tuoi ricordi… programmale, rendile un appiglio che risvegli la tua coscienza nei momenti difficili, e che la spinga a ritrovare ancora questo stato.

Poi, lentamente, ritorna a questo piano della realtà… Inizia a ritirarti, torna verso il tuo centro, abbandona con totale senso di pace le meraviglie appena raggiunte… non scappano, e saranno in te per sempre… basta solo che tu ricordi di cercarle dentro di te, non al di fuori del tuo essere.

Osserva il sistema solare, la luna, la terra, riduci ancora la tua sfera, vedrai dall’alto l’Italia, la tua regione, la tua città, il tuo quartiere, la tua casa… il tuo corpo. Non c’è fretta di tornare, ma il tuo posto è nel corpo, il tuo strumento per creare il futuro, un futuro che basta solo desiderare che sia migliore per te e per la vita intera.

Quando riaprirai gli occhi non alzarti subito, comincia a muovere lentamente le braccia, le mani… il corpo ha bisogno di qualche tempo per tornare al suo normale stato d’attività.

Poi, quando sentirai di poterlo fare, alzati lentamente e ritorna alle tue cose…

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.

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Una risposta a Espandersi per ritrovare se stessi

  • marzia scrive:

    Come l’albero non finisce con le punte delle sue radici o dei suoi rami,
    e l’uccello non finisce con le sue piume e col suo volo,
    e la Terra non finisce con i suoi monti più alti:
    così anch’io non finisco con le mie braccia,
    i miei piedi, la mia pelle,
    ma mi espando di continuo con la mia voce e il mio pensiero,
    oltre ogni spazio e ogni tempo,
    perché la mia anima è il mondo.

    (Norman H. Russell, Cherokee)

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