Allora, cos’è che crea la realtà?

Se la scienza sposa l’interiore.

Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

E’ ufficiale: da uno studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association è emerso che, con la preghiera, le persone guariscono prima e meglio.

Un gruppo di medici ha seguito 990 pazienti affetti da problemi cardiovascolari differenziando le terapie in due blocchi distinti: tutti sono stati curati con metodi tradizionali, ma 466 di quei 990 hanno potuto godere, a loro insaputa, delle attenzioni spirituali di 75 persone appartenenti a diverse religioni che si erano offerte di pregare per loro.

La differenza è apparsa subito sorprendente, tant’è che le possibilità che sia una risultante del caso sono una contro 25.

Come spiegarlo?

Così, per esempio: sulla Terra, fin da tempi molto più antichi di quelli di Gesù, degli Egiziani e di qualsiasi popolo del quale oggi abbiamo notizia, aleggia una corrente di pensiero spirituale che in questi ultimi anni – finalmente – ha ritrovato un connubio perfetto con la scienza.

Riflettendo su quanto appena esposto mi viene da pensare: se correnti di pensiero così lontane – operanti fin dai tempi della scuola di Mileto su piani diversi e seguendo metodologie altrettanto radicalmente differenti – giungono alla stessa conclusione, esiste una forte possibilità che tale conclusione sia reale. Possiamo dire che l’Uomo sta ormai superando il divario abissale che si era aperto dentro di lui millenni or sono, quando scienza e religione, da sempre spose perfette, avevano preso strade diverse.

Simili fenomeni, sebbene creino sofferenza e crisi d’identità al singolo, sono utilissimi se li consideriamo nella loro dimensione storica. Essi pure sono evoluzione, perché scienza e spiritualità, percorrendo strade diverse, hanno potuto raccogliere maggiori conoscenze da confrontare.

Bene, facciamo un piccolo sforzo e parliamo per un momento di fisica quantistica, che è appunto la branca scientifica in questione. Secondo i suoi principi tutto ciò che compone l’universo, dal pensiero alla luce, dalla roccia al nostro corpo, è composto esclusivamente da due componenti: energia (elemento femminile originario) allo stato puro differenziata secondo diverse informazioni (elemento maschile originario).

E’ tutto qui, semplice e meraviglioso! Il nostro corpo? Energia, differenziata in base alle informazioni scritte nel Dna. Il pensiero? Energia, differenziata in base alle informazioni assorbite dai circuiti del nostro cervello a ogni nostro respiro o, meglio ancora, in base a quelle che noi stessi possiamo creare dal nulla.

Proprio da questo, che è molto più di un concetto, ebbe origine l’antichissima convinzione che IL PENSIERO CREA LA REALTA’. Riconoscere con fiducia – o almeno con imparzialità – questo semplice enunciato potrebbe costituire la svolta nella nostra vita. Perché continuare a pensare il mondo come ci hanno insegnato che sia (una visuale letteralmente abbattuta dalle scoperte della fisica quantistica)? Perché non provare, quasi per gioco, a pensarlo a modo nostro e stare a vedere cosa succede?

Se la preghiera di una persona che non conosco può influire sul mio stato di salute sotto forma di nuove informazioni che entrano in me, figuriamoci quanto possa disporre IO della mia realtà e del mio futuro!

Questa volta non abbiamo a che fare con teorie spirituali; questa volta stiamo parlando di scienza. La nostra razionalità non ha più scuse: deve darsi da fare per valutare questa nuova scoperta in modo imparziale ed equilibrato.

Se sarà divertente dipenderà da noi, ma sarà senz’altro istruttivo.

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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