A scuola dal dentista

Impariamo a lavarci i denti

© di Francesco Pandolfi

Non sono più uno sbarbatello, ma è solo da pochi mesi che ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con il mio dentista e di imparare, finalmente, la misteriosa arte dello spazzolino.

Sembra una stupidaggine ma, a quanto mi risulta, una delle cose che più fanno parte della nostra vita, e che abbiamo sempre dato per scontato di saper fare bene, rischia di ritorcersi contro di noi.

La normale tecnica che vediamo illustrata perfino negli spot dei dentifrici, quelli che mostrano sempre una bellissima ragazza dalla meravigliosa dentatura che muove lo spazzolino in direzione sinistra-destra, è praticamente la peggiore in assoluto.

Perché? Per due motivi.
Il primo: così facendo la placca si deposita negli interstizi dentali e vi ristagna, favorendo l’insorgere di tartaro e carie.
Il secondo: le setole dello spazzolino, mosse parallelamente alla gengiva, depositano la placca sotto il colletto (il bordo gengivale che circonda ogni dente) e contribuiscono meccanicamente a distaccarlo.

C’è anche un’altra cosa: il dentifricio. Sembra che, al di là degli avvertimenti descritti in questo articolo, il suo utilizzo sia controproducente, ma questo non posso darlo per certo. In pratica la sua presenza farebbe in modo che le setole scivolino sulla placca senza asportarla completamente, cosa che invece accade utilizzando la sola acqua.

Così non va.

Qual è il metodo giusto? Eccolo qua: lo spazzolino deve sempre essere mosso in direzione perpendicolare alla gengiva, e sempre dalla gengiva verso il dente. In altre parole, per pulire i denti superiori la sua azione abrasiva deve avvenire verso il basso, non verso l’alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi interdentali e da non scalzare il colletto gengivale, ma anzi da aiutarlo ad aderire al dente.

Per la parte inferiore della bocca vale l’opposto, cioè il movimento verso l’alto; ovviamente l’operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, spesso tralasciata.

Per quanto riguarda, invece, la parte del dente parallela alla lingua (quella con la quale mastichiamo), l’ideale sarebbe di spazzolare prima dal dietro verso l’avanti e viceversa e poi, a operazione conclusa, con il solito movimento laterale per pulire gli interstizi dentali.

Anche il filo interdentale è utilissimo per una corretta igiene della bocca, e anche questo pochi sanno veramente come usarlo.

Ecco qua: si inserisce fra i denti, lo si spinge fino a toccare la gengiva, poi lo si tira verso l’alto facendolo aderire bene alla parete di uno dei denti. La cosa va ripetuta due volte per interstizio, e la risultante sarà una trazione prima verso l’alto-avanti per pulire la parete anteriore, poi verso l’alto-dietro per pulire la parete posteriore. Ovviamente, ogni volta, la parte di filo utilizzata deve sempre essere pulita.

Per ultima, non dimentichiamo la lingua. Una bella spazzolata anche a lei eliminerà miliardi di microrganismi, dopodiché sciacquiamo la bocca abbondantemente facendo filtrare l’acqua fra i denti ed espellendola con forza.

Sembrerà difficile, detto a parole; ma assicuro che dopo una settimana abbastanza scomoda a causa dei nuovi movimenti della mano, questa sarà una nuova, salutare abitudine tutta a vantaggio dei tuoi denti e… del tuo portafogli.

Dimenticavo… Se hai lo spazzolino elettrico, lascialo nel cassetto.

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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