Se il “Grande Fratello” si finge stupido

Come se non bastassero le nostre paranoie. Qualche dissertazione sul perché ci spingono a vederle anche in TV Anno di pubblicazione: 2000 – © di Francesco Pandolfi Balbi

Nel nostro sito c'è un link alle sue pagine, perché ormai non si parla d'altro.

Certo che Rocco, con quanto ha sofferto, è un ragazzo tenero, con quei begli occhioni sinceri, e poi… lo sapete? Dicono che ieri sera Pietro e Cristina abbiano fatto l'amore.

Ma, ragazzi… ogni minuto ci sono seicentomila persone che vanno a letto insieme! Dove sta, allora, tutta 'sta novità?

Intendiamoci, quelle che seguono son solo opinioni personali. Sembrava che sarebbe successa una rivoluzione, che la nostra vita sarebbe cambiata dopo aver visto qualche puntata di "Grande Fratello". Canale 5 ha puntato parecchio, forse sta anche guadagnando nel solito scimmiottare, non solamente suo, i programmi TV d'oltre oceano.

"Grande Fratello" sa di mediocrità e di "solito", ed è certo difficile che le persone come me, quelle che cercano l'evasione, dopo un'ora trascorsa davanti alla "Grande Sorella", la TV, tornino una seconda volta a riempirsi la testa di quel miscuglio di protagonismi, ipocrisie e problematiche da obiettivo nascosto.

Quando poi ci si mette a pregare per guadagnare punti, mi viene proprio il voltastomaco.

Fatto sta che un elemento pericoloso e sconvolgente come quello del "Grande Fratello" orwelliano, quello che governava il mondo annullando completamente la libertà individuale e decidendo cosa ognuno dovesse pensare e perfino il momento nel quale doveva tirare le cuoia, è stato presentato alla psicologia delle masse nel più indolore dei modi: una casa con dieci "persone" (non voglio venire denunciato, quindi con gli aggettivi mi fermo qui) che non hanno altro da fare che sproloquiare. Né più né meno che la realtà di molti di noi.

Il "Grande Fratello", quindi, da spauracchio dei pochi che si sono presi la briga di leggere un libro notevolmente pedante per assorbirne i concetti, è diventato beniamino dei molti che non sanno ancora decidersi a pensare con la propria testa e continuano a rifugiarsi nella difficile e socialmente utilissima opera di analizzare e discutere a dismisura gli interessantissimi "casi" altrui.

Non fa certo specie che un programma così squallido sia stato lanciato in innumerevoli paesi con spese notevoli (scommettiamo che qualche "istituzione" trova il sistema di elargire anonimamente fondi a chi accetta di metter su la scenetta?), se formuliamo l'ipotesi che esista davvero una ristrettissima cerchia di lobby che ha come obiettivo il mantenimento (non dico il raggiungimento, perché è già un bel pezzo che l'hanno, almeno parzialmente, raggiunto) del potere assoluto su scala planetaria.

Scettici? Molti sono, ormai, i segnali in tal senso. Citiamone uno per tutti: la rete mondiale d'intercettazione delle comunicazioni chiamata Echelon, ma includerei anche la nuova tecnologia UMTS per telefonia mobile, che rende possibile localizzare un cellulare su tutto il pianeta con uno scarto d'errore di 30 centimetri. Così, se lo vorranno, sapranno sempre dove e come pizzicarci!

Continuiamo pure a goderci "Grande Fratello"! La nostra mente verrà ammaestrata ad accettarlo perché innocuo. Quando quello autentico si rivelerà, crederemo tutti che sia un altro palloso spettacolino della TV. Non ci opporremo; accetteremo, come al solito con riconoscenza, i valori e le idee studiate a tavolino per le masse, quelle idee che più convengono ai nostri "pastori" (sì, "pastori", proprio come Santa Madre Chiesa).

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso: adoro conoscere persone fiere, autonome, dalla mente aperta.
Parlare dei soliti argomenti mi deprime: uno scambio, per me, si fa interessante se consiste in un reciproco dono di ricchezze esperienziali.
Di solito sono l'autenticità, la riflessione, l'umorismo ad attrarmi... purché siano basati sulla personale interpretazione di vissuti reali.
Alle frasi di circostanza preferisco di gran lunga il silenzio (gli ho dedicato un'intera sezione del mio sito): dona intimità, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito rendendo possibile indagare molto piacevolmente sulle grandi domande di sempre. Questo gioco, per me, è essenziale: osservare ciò che posso per cogliere i segreti della magnificenza della quale sono parte, è come respirare.
Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, fra le altre cose, ho ideato il metodo Life Reset e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe: una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo.
Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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